E chiederemo all’assegno di sorridere
Fonte: Umberto Rapetto
Data: 20/07/2010
"Cheese”. No, è venuta mossa. Riproviamo. “Cheeeeese….”.
Non è la tribolazione del turista alle prese con la fidanzata da immortalare, ma un versamento bancario.
Non è storia di oggi, ma domani potrebbe essere la normalità: il soggetto da fotografare con il proprio telefonino è un assegno, il destinatario dell’MMS la propria banca.
Gli sportelli di cassa continua e le agenzie degli istituti di credito vanno in pensione? Oltre oceano alcune banche hanno già cominciato a guardare al futuro ed hanno previsto una serie di applicazioni per agevolare gli utenti di iPhone e di altri palmari di ultima generazione.
In pratica i clienti delle banche, invece di recarsi al consueto sportello, potranno cavarsela con un rapido scatto con il dispositivo fotografico inglobato nel sofisticato cellulare a propria disposizione. L’immagine di fronte e retro del tradizionale coupon viene quindi inoltrata alla struttura creditizia presso la quale è aperto il conto corrente.
L’iniziativa – innescata da USAA, una compagnia che offre servizi assicurativi e finanziari prevalentemente per i veterani delle Forze armate statunitensi – è stata accolta con grande favore dai colossi bancari: Chase, Bank of America e Citibank sono alcune delle realtà cui il progetto è piaciuto e che non hanno esitato a muovere i loro primi passi in tale direzione.
La tecnologia in questione si chiama “remote-deposit capture”: ha l’obiettivo di far risparmiare tempo alla clientela e accelerare le procedure, ma già fa ribollire il pentolone di dubbi e perplessità a proposito di frodi ed altre brutte sorprese. Anche se i promotori di questa soluzione non hanno tardato a fornire le più ampie rassicurazioni, gli organismi federali americani hanno celermente fornito linee guida volte a definire un assetto funzionale improntato ai massimi regimi di sicurezza.
Una volta scattata la fotografia ed inoltrata tramite un messaggino multimediale all’apposito centro servizi, il computer dedicato alla gestione delle immagini in arrivo acquisisce il file e lo esamina. Vengono rilevati l’importo ed il numero dell’assegno, nonchè quella riga di caratteri posizionati nella parte inferiore del tagliando in cui sono indicati il conto corrente e le coordinate della banca del soggetto. La procedura prevede quindi il riscontro della girata: l’immagine del retro dell’assegno permette di verificare che sia presente la firma di chi riceve la somma.
I primi 150mila utenti che hanno sperimentato questo sistema si sono dichiarati soddisfatti, ma non sono mancati i casi di foto carenti di messa a fuoco, incomplete o comunque poco “leggibili”: come nei “gratta e vinci”, il cliente ha ricevuto un messaggio del tipo “riprova, sarai più fortunato”.
A parte il disagio per quei pochi costretti a portare in banca l’assegno “che non si lascia fotografare”, al momento non ci sono notizie di altri imprevisti. Ancora presto per parlare di truffe e frodi…
umberto@rapetto.it
(dalla Rubrica "sopra la banca, la capra campa")